Ambassador School Programme 2018

A conclusione del progetto “Ambassador School Programme 2018″, attivato nell’Istituto Professionale “G. B. Garbin” nel corrente anno scolastico e che ha visto coinvolto un gruppo di 14 studenti motivati ed accuratamente selezionati, sabato 12 maggio dalle ore 10.30 alle 12.30 presso l’aula magna della sede di Schio si terrà la “Festa dell’Europa 2018”. L’incontro, oltre ad essere il momento in cui verrà ufficialmente consegnata alla scuola la targa di scuola ambasciatrice del Parlamento Europeo ed agli studenti e alla docente referente, la pergamena attestante il ruolo rispettivamente di AMBASSADOR JUNIOR e SENIOR , vuol anche rappresentare un’importante occasione di condivisione, tra scuola e territorio, di tutto ciò che concorre allo sviluppo delle competenze di cittadinanza indispensabili per una partecipazione attiva e costruttiva dei giovani nella vita sociale.

L’evento sarà così articolato:

-Accoglienza musicale degli ospiti da parte del gruppo corale “Ensamble” del Liceo Tron;
– Saluti della Dirigente Scolastica, prof.ssa Marina Maino, e delle autorità presenti;
– Presentazione del progetto “Ambassador School Programme”, a cura della referente prof.ssa Milva Scortegagna;

– Intervento sul tema “Sensibilizzazione e sviluppo di competenze di cittadinanza europea”, a cura del Cav. Adriano De Rigo;
– Intermezzo musicale;
– Illustrazione del project work “Parlamento Europeo e Protezione Sociale”, a cura degli studenti
Ambassador Junior;
– Consegna della targa alla scuola e degli attestati di Giovani Ambasciatori del Parlamento Europeo;
– Conclusione musicale;
– Buffet e brindisi finale.

Il percorso fatto dagli studenti insieme ai professori Giorgio Ebalginelli ed Ersilia Grasso, docenti di Diritto, alla professoressa Francesca Dal Carobbo, docente di Economia, tutti coordinati dalla referente del progetto, professoressa Milva Scortegagna, è iniziato ad Ottobre.
Dopo aver scelto, tra le 8 proposte dalla Direzione Generale, il tema della Protezione Sociale come priorità da approfondire, i docenti si sono rivolti agli studenti particolarmente motivati, sensibili alle tematiche europee e disposti poi, in un secondo momento, ad essere parte attiva nella condivisione e diffusione, per così dire” a cascata”, di quanto appreso e sperimentato. Agli studenti è stato chiesto sia un lavoro individuale di ricerca e approfondimento sia la partecipazione ad una quindicina di incontri di formazione pomeridiani tenuti principalmente dal professor Giorgio Ebalginelli. E’ stata poi data l’opportunità di approfondimenti specifici con esperti esterni, quali quello con il direttore della sede di Schio dell’INPS per un confronto su contributi, prestazioni a sostegno del reddito e pensioni e quello con la dott.ssa Valentina Asquini di ItaliCamp per una lezione dialogata sulle istituzioni dell’UE e le opportunità per i giovani. I ragazzi hanno pure incontrato il cavalier De Rigo, presidente del CREUS, con il quale si sono confrontati su temi economico-sociali dell’Unione Europea. Questi incontri hanno evidenziato il ruolo importante della scuola nel creare rete tra le varie risorse formative e professionali del territorio, sia esso locale o di respiro più ampio .
Il motto europeo: “Uniti nella diversità”, ben connota il gruppo di studenti che ha portato a termine con successo il percorso di formazione. Ragazzi diversi tra di loro per le caratteristiche personali, per l’indirizzo di studio e la classe, per la provenienza geografica e culturale, ma uniti dalla voglia di lavorare insieme e di mettersi in gioco in nuovi contesti per capire quale sia l’impatto dell’Europa sulla loro vita quotidiana.

Ragazzi che, facendo leva sulla loro curiosità e spontaneità, si sono messi alla ricerca per capire la storia e conoscere le funzioni del Parlamento Europeo e delle sue Istituzioni. Proprio per sottolineare l’importanza della conoscenza nel processo decisionale che ci vede coinvolti in ogni azione quotidiana, è stato scelto come titolo della festa: “L’Europa siamo noi- Conoscere per agire“- spiega la dirigente Marina Maino.

Rassegna Stampa


Articolo di Vicenzapiù.it


Euromaster 2018: l’Unione fa l’Europa

Tutto iniziò giovedì 1 febbraio con una giornata di workshop organizzata dal CREUS (Centro Relazioni Europee Schio): assieme a oltre 170 studenti del Campus di Schio abbiamo assistito in mattinata alle presentazioni delle istituzioni europee. Nel pomeriggio dapprima abbiamo compilato l’Eurobarometro, uno strumento d’indagine con cui l’Unione misura quanto ci sentiamo europei, quanto siamo sensibili ai problemi ambientali, economici, sociali dell’Europa, poi ci siamo confrontati   su queste tematiche.  La selezione dei quindici migliori studenti è avvenuta mediante la somministrazione di un test, basato principalmente sul tema delle istituzioni europee, ma anche su problemi di attualità; in palio c’era un   viaggio premio in Lussemburgo di quattro giorni.

Con nostra grande sorpresa in serata il presidente del Creus ci ha informati della vittoria! eravamo increduli! E così il 15 marzo alle 3:00 di notte eravamo al piazzale Divisione Acqui a prendere il pullman per un’affascinante avventura. Un viaggio notturno pieno di promesse: ci aspettavano nuove conoscenze, nuovi luoghi, nuovi incontri e soprattutto sentivamo tanta voglia di vivercela tutta quest’esperienza così singolare. Dopo una breve sosta a Colmar ci siamo diretti a Petange, cittadina gemellata con Schio, dove siamo stati accolti dalle famiglie ospitanti e in un clima festoso e accogliente abbiamo cenato tutti assieme. Alcuni di noi sono stati fortunati nel trovare famiglie   che parlavano Italiano, mentre altri hanno avuto una buona occasione per praticare l’Inglese.

Nei giorni successivi abbiamo fatto una visita guidata ai  luoghi-simbolo della città di Lussemburgo: dalla sede del Parlamento europeo, alla Corte dei conti; lì ci siamo resi conto di quanto l’Unione Europea fa per i giovani: offre opportunità di studio, lavoro, attività sportive, scambi culturali, volontariato, il tutto per farci sentire cittadini europei a tutti gli effetti, per allargare i nostri orizzonti e farci sentire che l’Europa non è solo un’idea, ma una comunità di persone. Anche la visita Schengen è stata davvero interessante: là nel 1985 venne firmato il famoso trattato che abolì le frontiere tra gli stati dell’Unione per favorire la libera circolazione dei cittadini e delle merci all’interno del cosiddetto “spazio Shengen”, area che comprende ventisei paesi allargandosi anche a Islanda, Liechtestein, Norvegia e Svizzera che non fanno parte dell’Unione. La tappa a Shengen ci ha fatto sentire cosa significa “fatto storico”: un evento che segna una svolta e che lascia tracce importanti nel tempo successivo. La grande Storia talvolta ha delle conseguenze tangibili nella vita dei singoli cittadini e se oggi è un diritto spostarsi da un paese all’altro dell’Unione e prendervi dimora, per studio o per lavoro, lo dobbiamo soprattutto a questo trattato. Dopo il pranzo nell’attrezzatissimo Centro Sportivo Europeo a Petange, abbiamo visitato il centro storico di Lussemburgo con i suoi monumenti, i parchi e i belvedere sulla vallata sottostante. Il 16 marzo l’amministrazione comunale di Pétange ci ha onorati con un ricevimento ufficiale seguito da cena e gioco a “Quilles”, una specie di bowling; insomma abbiamo trascorso una serata in allegria e amicizia. L’ultima sera l’associazione “Les Amis des Jumelages” che si occupa appunto dei gemellaggi in Lussemburgo, ha organizzato una cena conclusiva   insieme alle famiglie ospitanti; ci siamo divertiti tutti scambiandoci doni e saluti.

Questa bellissima esperienza, durata relativamente poco ma intensa, ci ha permesso di conoscere le opportunità che l’Europa offre per noi giovani: dal programma Erasmus per l’istruzione e la formazione, al servizio di volontariato, ai progetti a sostegno delle capacità creative e culturali come “Europa creativa”. Ci è stata inoltre riservata l’opportunità di visitare posti difficilmente aperti al pubblico come la sede del Parlamento europeo e della Corte dei Conti: entrando in questi luoghi ci siamo resi conto che anche al cittadino europeo che si sente “ignorato”, vengono offerti servizi tutti i giorni da parte dell’Europa.  Dopo aver dato un volto concreto alle varie istituzioni e aver capito quali funzioni ricoprono, abbiamo compreso che essere cittadini europei non significa solo circolare liberamente o aver adottato la moneta unica, ma vivere attivamente in questa comunità, presentando petizioni, proposte, o più semplicemente partecipando alle elezioni del prossimo anno per il Parlamento Europeo. Il nostro è stato un viaggio nel cuore pulsante dell’Unione, ma anche una presa di coscienza del fatto che cittadini europei “si diventa”; che è grazie a iniziative come queste che l’Unione fa l’Europa. Grazie a questa fantastica esperienza abbiamo fatto una tripla scoperta: abbiamo conosciuto meglio non solo l’Europa ma anche noi stessi e altri ragazzi con i quali abbiamo condiviso momenti impegnati e altri festosi, momenti collettivi e personali in cui ci siamo confrontati in un dialogo aperto e profondo.  Amicizie che non scorderemo, anche perché appena sono nate abbiamo potuto coltivarle in quattro giorni intensi e significativi; tra noi ragazzi si è creata una grande sintonia e così pure tra noi e la prof.ssa Scortegagna, il nostro punto di riferimento durante tutto questo percorso, entusiasta per l’esito di un progetto che ha proposto e sostenuto con grande dedizione e passione. Dialogare con lei ci ha permesso di riflettere sia quanto stavamo vivendo sia sui nostri sogni e ideali, vivendo insieme dei momenti davvero belli.

Ringraziamo dunque la scuola, e in particolare la prof.ssa Scortegagna, per averci aperto gli orizzonti e per aver creduto in noi, il CREUS nella persona del cav. De Rigo, assieme a tutti i membri dell’associazione per averci offerto l’opportunità di fare un’esperienza che non dimenticheremo mai e la Dirigente scolastica, prof.ssa Maino per aver creduto nella validità del progettpo e averci permesso di vivere questa esperienza. Senz’altro è stata anche l’unione amichevole fra noi e con chi ci ha accolti a costruire un mattone in più di questa nostra casa comune europea.

Fabrello Marco 4CMa

Brunello Stefano 4CMa

Rossato Pietro 4CMa

Crosara Giorgia 3As

Lettera dei rappresentanti d’Istituto del Garbin

AI MEZZI DI INFORMAZIONE

Thiene 27/03/2018

A seguito delle notizie sul nostro Istituto, riportate nelle ultime settimane dalla TV e dai giornali, abbiamo ritenuto opportuno discutere la vicenda durante l’incontro tra noi, rappresentanti d’istituto e di classe.
Ci teniamo, finalmente, a fare sentire la nostra voce ed il nostro punto di vista.
Le tristi vicende, che tanto hanno portato scalpore all’interno e, soprattutto, all’esterno della nostra scuola, non sono state né appoggiate, né giustificate dagli studenti, in quanto considerate frutto di gesti immaturi ed irrispettosi nei confronti di tutti, studenti, professori e personale ATA.
Nella nostra sede di Thiene siamo in circa 700 studenti (1400 in tutto l’Istituto) provenienti da tante scuole medie, da tanti istituti superiori, da tantissimi paesi (più di trenta!) e qui troviamo accoglienza e la possibilità in cinque (speriamo) anni di percorso di uscire con una solida preparazione professionale e con le necessarie competenze di cittadinanza che permetteranno a ciascuno di orientarsi verso un proprio progetto di vita a 19, 20 anni.
I nostri compagni diplomati prima di noi nel giro di pochi mesi hanno trovato un impiego duraturo nelle aziende del nostro territorio.
Già al quarto o quinto anno, più di qualcuno di noi già firma un contratto di assunzione che gli permette di conciliare scuola e lavoro. Da noi l’alternanza scuola lavoro non è una parola vuota o un peso, è una vera opportunità.
Questo è il punto di arrivo.
Ci rendiamo conto che molti ragazzi che iniziano una scuola superiore, qualsiasi, mostrano più di qualche difficoltà, che molte famiglie sono in affanno e che i modelli cui molti ragazzi si ispirano sono lontanissimi dal mondo reale.
Può capitare che su quasi 700 studenti alcuni, qualche volta, superino i limiti?
Sì, e non soltanto da noi.
E’ la norma? No!
Nella nostra scuola il tema della formazione del cittadino è molto sentito, ed è affidato al lavoro non soltanto dei docenti, ma anche degli studenti.
Da noi, da anni, oltre a svariati progetti, è avviata una forma di peer education, cioè studenti più grandi fanno da tutor, da appoggio per i compagni più giovani, sia su temi scolastici sia su tematiche che riguardano più direttamente il comportamento, l’educazione (es. alla salute, alla responsabilità …).
E non può essere diversamente, perché la nostra scuola si assume la responsabilità di mandare in più di trecento aziende del territorio per svariate settimane di stage, ogni anno, centinaia di studenti, che, nella maggioranza stragrande dei casi, ottengono ottime valutazioni dai tutor aziendali che li hanno seguiti, che sono poi spesso disposti a prolungare l’esperienza o a rinnovarla di anno in anno.
E questo da almeno trent’anni!
Trent’anni di risultati, di cui siamo tutti orgogliosi, senza essercene mai vantati, devono essere dimenticati o cancellati o messi in pericolo per un momento di stupidità di pochi?
Pertanto, in quanto rappresentanti d’istituto, siamo molto amareggiati dai fatti accaduti e da come, di conseguenza, i media hanno descritto una scuola, la nostra, che nel corso degli anni ha potuto vantare numerosi premi in gare professionali, sia locali che nazionali, ottenuti da studentesse e studenti di tutti gli indirizzi, e vanta un livello di preparazione dei nostri diplomati riconosciuto nel mondo del lavoro come valida risorsa aziendale.
Avremmo molto ancora da dire, ma ci rendiamo conto di come lo spazio a nostra disposizione sia limitato.
Ci scusiamo se abbiamo annoiato qualcuno, d’altra parte le cose che funzionano, e da noi sono tante e tante, forse non sono abbastanza eccitanti.
Scusateci ancora, ma questa è la NOSTRA scuola, alla quale teniamo.
Buona giornata e tanti auguri di una Buona Pasqua a tutti.

Per gli studenti del Garbin
I rappresentanti
Luca Zanin e Mario Borgo


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Ecovicentino.it

 

Welcome to Automation 2018

Ricicla il passato per creare il futuro. E il futuro, quando sei circondato da robot che si comportano come un maggiordomo per aiutare i disabili ed ecocompattatori d’alluminio costruiti con materiale recuperato in un’isola ecologica, sembra davvero vicino. Il concorso Welcome to Automation è sbarcato a Zola Predosa, nel Bolognese, dove oggi si è svolta una delle due eliminatorie – l’altra si è disputata a Napoli – che ha visto sfidarsi 14 team composti da studenti provenienti da Istituti tecnici e professionali del Nord Italia.


L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è stata organizzata da Balluff Automation srl, multinazionale tedesca che produce sensori, soluzioni e sistemi per l’automazione. L’obiettivo del concorso è presto detto: realizzare con materiale di recupero un prototipo funzionante di robot, che abbia un’utilità in ambito sociale.
Per costruire i robot non serve solo la conoscenza dei metalli e della tecnologia, ma anche della psicologia e dell’estetica. Basta osservare i cinque progetti selezionati dalla giuria bolognese e che accederanno alla finale di Parma, a maggio, insieme agli altri cinque lavori scelti nella gara di Napoli. I vincitori di oggi sono: l’Istituto ‘Garbin’ di Schio (Vicenza) con il progetto Modello per presidio ambiente e supporto strumentale; l’Istituto ‘Agnelli’ di Torino con Dispensa 4.0; l’Istituto ‘Olivetti’ di Ivrea (Torino) con Virgilio; l’Istituto ‘Marconi’ di Rovereto (Trento) con il progetto Time to turn the page; l’Istituto ‘Scotton’ di Bassano del Grappa (Vicenza) con il lavoro Raccolta differenziata automatica.
I partecipanti al concorso, tutti accompagnati da un professore che li guida e li stimola, hanno presentato lavori che richiedono l’integrazione di almeno tre discipline tecniche: nelle aree della meccanica, dell’automazione, dell’elettronica e dell’informatica. Un mix di conoscenze che ha dato vita a dei robot, dal peso minimo di 2 chili, e capaci di muoversi e svolgere uno o più compiti.
“L’idea è unire aziende e scuole, per incentivare la conoscenza dell’automazione nei ragazzi – ha spiegato Daniele Bollano, responsabile della qualità e della formazione di Balluff -, con un orientamento alle nuove tecnologie e a quello che oggi il mercato richiede su Industry 4.0”. I tre gruppi di studenti che si aggiudicheranno la finale riceveranno buoni da spendere e ci saranno anche premi per gli insegnati accompagnatori e per le scuole. “Il vero obiettivo, però, non è il premio finale – ha commentato Bollano -, ma fare in modo che i ragazzi possano mettersi in gioco con la loro inventiva e le loro conoscenze”.

Articolo tratto dall’agenzia ANSA


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